La cellulite

Demonizzare la cellulite, considerandola uno spau-racchia, conviene a molti. Non a tutti: a noi, per esempio, no. Perciò possiamo permetterci di fare un discorso onesto sull’argomento. 
La società occidentale ha criminalizzato la cellulite. In che modo? Medicalizzandola. Trasformandola cioè da evento fisiologico in malattia. Con tanto di nome scientifico, che le dà autorevolezza, e mette paura: “panniculopatia edemato-fibro-sclerotica”.
Una strategia studiata a tavolino. L’approccio medico alla cellulite conviene infatti a tanta gente, che con la cellulite che dichiara di combattere ci mangia a pranzo e a cena. Alludiamo (anzi, non alludiamo: lo diciamo chiaramente) alle case produttrici di creme e similia, agli istituti di bellezza e di benessere, ai medici, fino ai chirurghi estetici.
Vedere la cellulite come una malattia da curare è insomma molto redditizio. E lo è altrettanto porre l’accento sui  fattori secondari (o cofattori) della cellulite, trascurandone  i fattori primari. 
I fattori primari sono la razza (la cellulite predilige le donne di razza bianca, della tipologia mediterranea), e  l’ereditarietà. I fattori secondari (cofattori) sono la vita sedentaria, il sovrappeso, lo stress, le posture scorrette (stare troppo tempo in piedi o a gambe accavallate), certe abitudini sbagliate (usare scarpe dal tacco troppo alto ed abiti troppo stretti), ecc.
Sui  fattori primari (razza ed ereditarietà) non si può intervenire. Non a caso, il business della cellulite  ne parla pochissimo, e solo di sfuggita. L’attenzione del(la) cliente viene direzionata sui cofattori: l’affare è con loro che si fa.
I  signori della cellulite sono furbi. Bastonati in più di un’occasione dal garante della pubblicità, e multati a più riprese per la loro pubblicità  Ingannevole, oggi nessuna casa di prodotti anticellulite ne assicura più la scomparsa: si limita (diciamo così) a prometterne una cospicua riduzione.
Alle clienti, bombardate dalla massiccia  campagna anticellulite che soprattutto a primavera viene lanciata su tutti i fronti, non rimane che aggrapparsi a queste promesse.  Per loro nulla è peggio della rassegnazione.  OK: non è possibile vincere la guerra. Ma fino a che non viene  fuori qualcosa di nuovo e definitivo (la speranza è l’ultima a morire), qualche battaglia si può pure provare a  vincerla. D’altra parte, occuparsi (invece di pre-occuparsi) della cellulite, (magari ottenendo qualche seppur parzialissimo risultato) riduce lo stress; che è uno dei fattori secondari della cellulite.